martedì 28 settembre 2010

Pensieri senza risposte, a letto con fastidio.

I redditi da lavoro dipendente hanno perso negli ultimi dieci anni oltre 5000 Euro in potere d'acquisto e negli ultimi venti anni otto punti di PIL. Chi raccoglie il disagio di questi milioni di cittadini? A oggi non vedo risposta.

La Marcegaglia denuncia l'assenza del governo e prova a fare da sola. Apre ai lavoratori e propone un patto tra loro e le imprese per superare le drammatiche strettoie di una crisi dura e tentare di avviare una ripresa che non può venire da sola. Così facendo apre di nuovo anche alla CGIL.

Dove è in questo momento l'opposizione? Cosa offre? Quale alternativa concreta semmai potesse concorrere a formare un nuovo governo, elezioni o meno? Niente, anche qui niente risposte.

Sembra prendere forma questo famigerato centro fortemente endorsed dal Vaticano e naturalmente dall'imprenditoria che muove il potere. Alla fine, io dico, che si faccia. Si concluda questa marcia per la ricostruzione di un centro riconoscibile, moderato e clericale. Almeno si saprà che un pezzo di DC è di nuovo con noi, senza ambiguità. Appunto, riconoscibile.

Cosà nascerà, quale sarà il quadro, una volta rimessa una tessera possibilmente così rilevante nel puzzle del nostro quadro politico? Un centro-sinistra ridemocristianizzato moderatamente progressista in economia e sensibile al sociale ma chiuso sulle libertà individuali in tema di morale e famiglia?

Oppure un centro-destra che fa catenaccio sulle richieste delle classi medie e basse, è compassionevole invece che solidale e naturalmente nega le libertà individuali? Anche qui nessuna risposta sulla possibilità di questa ipotesi e sugli sviluppi.

In questo caso solo una certezza, cioè che si troverebbero alle estreme e fuori dai giochi sia gli ultimi rigurgiti di un comunismo bocciato dalla Storia che la Lega messa fuori anch'essa dalla Storia che non intende essere fermata dal loro localismo xenofobo e razzista mentre lei si sta svolgendo su di un campo di gioco che abbraccerà sempre di più tutto il mondo.

Almeno così credo io. E senza pretendere risposte da nessuno, mi lascio prendere dal sonno.

1 commento:

  1. E' da quando quasi 20 anni fa ho dato il mio primo voto che sento la mancanza di un panorama politico chiaro e che dia l'idea di voler risolvere i problemi. Questo qualcosa vorrà pur dire.

    Abbiamo difronte a noi una masnada di individui che poco sa del lavoro che dovrebbe svolgere. Sperare che queste persone abbiano intenzione di fare chiarezza sulle proprie posizioni e sulle proprie idee è semplicemente poco realista. Non schierarsi, non proporre idee vere è utile a mantenere lo stato del non fare, prolungando così la nostra agonia ed il loro tornaconto.

    Arrivare a considerare come via percorribile quella proposta da un comico è l'istantanea del momento che stiamo vivendo. Perchè deve essere un comico a fare il lavoro del politico? C'è bisogno di gente che voglia mettersi in gioco, c'è bisogno di risvegliare le coscienze, c'è bisogno di alzare la voce e sperare che qualcuno si ricordi cosa vuol dire fare politica.

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