martedì 23 agosto 2011

Libia is over. La Siria aspetta il suo turno


Tanti giovani nelle piazze, caroselli di auto, dita a V, bandiere bruciate. L'incontro si è appena concluso, la "finale" ha confermato l'andamento del campionato iniziato sei mesi fa. Per celebrare la vita o per scacciare la morte la modalità è la stessa.

A distanza di ventiquattro ore non è venuta dalla Libia nè la retorica ufficiale dei grandi momenti che cambiano la storia di un paese e la vita della sua popolazione, nè la commozione di strada, visibile, di coloro che hanno dato un pezzo della loro vita per costruire questa storia nuova o hanno visto tanti di loro perderla, la vita.

L'occidente ha avuto uno spettacolo, la performance si conclude, c'è gioia nelle strade. Il dolore sarà per dopo. E per noi che viviamo solo delle immagini che ci vengono offerte, non sarà mai, perchè la Libia in fondo è lontana e già arriva il tempo di un'altra fiction. La Siria aspetta paziente il suo turno.

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