liani si sono fidati, convinti della serietà dell'intento e del profondo valore di questo principio.
Oggi però quello che è passato nel sistema dei media è che i parlamentari andranno in pensione ancora a 60/65 anni mentre gli altri cittadini intorno ai 67, quando va bene. Ancora, che la patrimoniale mai! Che le pensioni non saranno rivalutate all'inizio del prossimo anno, che l'aumento dell'IVA farà molto male proprio ai redditi più bassi. E in tutto ciò, non trapela nulla circa iniziative di rottura sulla lotta all'evasione.
La sola riduzione dell'uso del contante è una noia per tante persone e basta. Chi mi impedisce di continuare ad usare i biglietti di banca se voglio ancora nascondere qualcosa? Certo, se si attiva anche un controllo attento e diffuso dei miei movimenti bancari, allora il discorso comincia a farsi più serio. Se si sottopone il mio patrimonio a verifica di congruità con le mie dichiarazioni dei redditi, forse si fa un altro passo avanti.
Se poi mi si permette di portare in detrazione tutte le spese che affronto per la casa e per l'educazione dei figli, si mette un riflettore su un pezzo notevole di sommerso. Ma dov'è tutto questo? Quale maggioranza c'è oggi in Parlamento capace di accettare cose di questo genere?
Don Diego non ha la spada affilata dal voto dei cittadini che oggi si sono messi con fiducia nelle sue mani asfissiati da una politica che ha fallito. Potrebbe addirittura scoprire presto che forse non ha nemmeno una spada e che il suo segno sarà solo un graffietto.
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