Oggi ancora un'allarme sull'evasione fiscale a casa nostra. Dice Confindustria che è in aumento e che si tratta di almeno 125 miliardi di euro. Evasione fiscale, un mantra che chiude qualsiasi analisi e previsione che riguardino questo Paese. Evasione fiscale, non manca mai.
Come la nebbia in val padana che chiude tutte le previsioni del tempo, dall'autunno e per tutto l'inverno. Come il grande esodo d'agosto che puntualmente si annuncia e si realizza ogni anno. Ineluttabile, come la nebbia e come l'evasione.
E parlarne e citare questi fenomeni in qualche modo li esorcizza. Non li elimina, ovviamente, ma prova a renderli meno dolorosi. Così facendo si agisce solo sul fastidio e la pena che provocano, non sugli eventi e il loro ricorrere perpetuo e puntuale.
Perchè in fondo siamo senza forza e senza potere per cacciarli una volta per tutte fuori dalla nostra strada e dal nostro orizzonte.
La nebbia come l'esodo e come l'evasione fiscale che i governi combattono con vigore e che ogni anno pur portando in cassa otto/nove miliardi non sparisce mai, debellata per sempre.
Sta sempre lì nelle previsioni e negli obiettivi, immutata nella dimensione. Tanto che ti viene il dubbio che quei miliardi che le nomenclature dicono di incassare siano solo una grande frottola perchè dopo una decina di anni di lotta e di incassi, agli evasori rimarrebbero da imboscare ormai pochi spiccioli.
Una frottola a fin di bene, naturalmente. Una presa per il culo che permette di tenere in vita questo fenomeno ineluttabile. Così, per non lasciare soli la nebbia in val padana e l'esodo d'agosto a chiudere il racconto ripetuto di questa Italia.
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