Da qualche parte ho letto che Marchionne ha semplicemente segnalato un problema e gli altri non hanno voluto raccogliere la sfida e cercare soluzioni. Non credo che sia corretto. La realtà, a mio giudizio, è che nemmeno Marchionne sa come uscire dalla trappola che lui stesso si è confezionato con Fabbrica Italia che raddoppia la produzione in Italia.
Quel progetto o era puro marketing o era un azzardo, una specie di bluff giocato intorno ad un tavolo di poker texas hold ' em, tavolo difficile in un momento in cui si stava ricostruendo l’immagine e la credibilità finanziaria e industriale di un’azienda in gravissime difficoltà.
I costi di produrre auto in Italia erano noti e le cause, che solo in modesta parte dipendono dai lavoratori e dai loro comunque bassi salari, non erano rimuovibili in un batter d’occhio, nel tempo assegnato a quel progetto, visto che attengono alla povertà di infrastrutture, al barocchismo statale e alla corruzione presente in vaste aree del Paese.
E allora, al momento di mostrare le carte che celano il bluff, Marchionne le getta sul tavolo e si fa arrogante nei modi e nelle pretese, continuando a sollevare l’asticella e chiedendo a sindacati e lavoratori di saltare comunque.
E, in più, senza prendere di mira il vero assente intorno al tavolo di gioco che è il governo il quale non mette niente e non garantisce niente, al contrario di quanto fatto negli Stati Uniti e in Germania, tra gli altri.
E dunque, no, non sono d’accordo. Marchionne non indica strade da percorrere insieme. Pretende le sue soluzioni e spera di non averle perchè raddoppiare la produzione in Italia significa fare settecentomila auto in più che oggi non saprebbe dove collocare in Europa la quale non vuole le sue piccole utilitarie di poca qualità o le Alfa brum, brum con finiture da ridere.
A questo punto ci vorrebbe qualcuno capace di bucare il palloncino e di fare un nuovo programma realistico che affronti nei prossimi dieci anni il tema della politica industriale dell'auto in Italia, delle infrastrutture e della burocrazia, con impegni e responsabilità tripartite, Stato, Sindacati, Fiat e con il concorso dei lavoratori.
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