Il Presidente della Repubblica ha dalla sua l'art.90 della Costituzione che basta e avanza e ogni altro tipo di immunità, soggetta tra l'altro al sindacato del parlamento, rappresenterebbe un attentato alla indipendenza del Presidente. Tutto qui. Semplice e diretto.
Tanto semplice che con il richiamo a quell'articolo il vecchio signore napoletano ha anticipato un palese elemento di incostituzionalità del Catenaccio Alfano di cui si dovrà tenere conto già oggi nel processo della sua approvazione e che non passerà inosservato in caso di ricorso alla Corte Costituzionale. Dunque, grande Napolitano.
Questa volta è stato puntuale e ha scelto il tempo giusto per la battuta. E i Giostrai non potranno, come dicono, modificare qualcosa e rimettere in gioco così semplicemente il Catenaccio perchè l'avviso è chiaro. L'immunità del Presidente è ampia e comunque già regolata costituzionalmente, non c'è perciò spazio per altra norma riferita a quella carica.
Quindi, una volta messo da parte il Presidente della Repubblica, quel Catenaccio servirebbe solo al Maestro. Cosa che sapevamo tutti ma che in questo modo avrebbe il faro dell'art.3 della Costituzione puntato contro ancora più vistosamente.
ella bastonata sui denti al Maestro e allo stesso tempo gran palata di merda su Fini che si è affrettato ad allinearsi a Napolitano a poche ore dal suo via libera al Catenaccio.
E a proposito di Fini, continuo a pensare che il suo gioco di logoramento sia perdente perchè Il Maestro dei Giostrai e la Scoreggia dei Celti presto gli presenteranno il conto di altre leggi, vedi la giustizia ad esempio, che lo metteranno alle strette.
Se Fini prova a fare ancora un triplo salto mortale e si allinea, anche se con qualche riserva, parte dei suoi e la base che in queste settimane si sta formando e appassionando lo prende a morsi sulle recchie e comincia a sputacchiargli addosso.
Celebrando la fine di Fini.
E la sua assunzione nel cielo dei quaquaraquà.
Bellissimo articolo.
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