
Largo Giorgiana Masi, nel sole di Villa Pamphili dopo la pioggia e il freddo di questi giorni di dicembre. Cammino e mi sorprendo, non l'avevo notato mai prima d' oggi. E mi sembra un segno, dopo questo 14 appena passato tra violenze e fiamme, fumo, sassi e manganellate.
I ragazzi di piazzadelpopolo e i ragazzi con la divisa, gli uni di fronte agli altri ma per errore, per un malinteso crudele. Il giorno prima si sarebbero potuti incontrare tutti nella stessa Piazza Montecitorio, felpe mischiate alle divise che in quel momento avevano preso per loro la piazza, e dire tutti insieme al governo e alla politica serrata dietro un muro altissimo che è il momento di ascoltare.
Invece li hanno voluti mettere ancora una volta uno contro l'altro, come trenta anni fa, come quando qualcuno uccise Giorgiana, come quando tanti altri giovani e poliziotti sono morti spinti uno contro l'altro.
Giorgiana Masi, una per tutti. Lei non vuole vedere ancora sangue e ascoltare parole di violenza e di ipocrisia. Il prossimo mercoledì gli studenti vadano nelle piazze con degli scudi col nome di Giogiana e di tutti i ragazzi morti in quegli anni, da una parte e dall'altra.
E ciascuno porti con sè una copia della Costituzione da regalare al ragazzo in divisa di fronte a lui. Una Costituzione da condividere e da difendere in tutti i suoi articoli, in tutte le piazze, felpe e divise contro chi la vuole buttare nel cesso.
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