venerdì 17 dicembre 2010

Il Perno chiude il cerchio di Giotto


Paradossalmente il voto del 14 che ha certificato l'esigua maggioranza del Maestro dei Giostrai, fa scoprire il PD più debole di prima, al di là delle chiacchiere e delle giravolte. Quelli del terzo polo non vogliono essere toccati nemmeno con una canna dai lebbrosi della sinistra (sinistra?) perchè stanno preparando un ovvio disegno, quello di un centrodestra senza Lucignolo.

In fondo quella è la loro vocazione, vengono da lì quasi tutti e Rutelli era solo in libera uscita, vista la sua battaglia contro il referendum sulla fecondazione assistita di cinque anni fa condotto con vigore fondamentalista insieme alla Binetti, numeraria dell'Opus Dei.

E a sostegno del perno centrista intorno a cui far ruotare la seconda repubblica, che solo a questo punto potrà cominciare a prendere forma ed entrare nel gioco della nostra politica, potrebbe presto arrivare anche il MoDem (tecnologia e comunicazione) di Veltroni il quale non è mai stato di sinistra nè tanto meno comunista, almeno per come ce la racconta.

E dunque, si realizza il progetto di un'ammucchiata al centro, rassicurante, moderata, paterna e dai buoni sentimenti, a cui il Vaticano è pronto a dare la sua solenne benedizione, magari chiedendo solo un po' meno derive laiche a Fini, il quale farà anche lui un Patto Lateranense. Come il mai dimenticato, da lui, Duce. E tutto tornerebbe, il cerchio sarebbe perfetto, meglio di quello di Giotto.

In tutto questo il PD è certamente più debole perchè, respinto indietro dalle sue ambizioni anchecentriste, dovrà fare un grande lavoro di recupero nel suo porto naturale del progressismo laico e liberal da dove ha mollato in qualche modo le cime senza averne capito le conseguenze.

Lento e incerto nel prendere l'unica strada che avrebbe dovuto imboccare da almeno un paio di anni, cioè quella di dare sostanza e identità nette al suo sbandierato progressimo moderno ed europeo, laico e solidale, teso verso uguaglianza di opportunità ed equità nella distribuzione di risorse.

E da lì costruire consenso e partecipazione intorno ad un nucleo riconoscibile e fortemente differenziato rispetto alle destre conservatrici, spesso reazionarie o addirittura eversive.

E sviluppare un richiamo non ambiguo per i cittadini che si riconoscono in quei valori e suscitare finalmente una genuina e forte attrazione, riportando a casa i voti andati in prestito al Contadinone di Montenero o alla sinistra immaginifica e ammaliante di Vendola.

Da una debolezza potrebbe nascere un'opportunità, basterebbe vederla e prendere il coraggio necessario a intraprendere il percorso che a questo punto io vedo obbligato. Solo una presenza forte di valori e di numeri a sinistra potrà al momento opportuno invertire la rotazione del perno centrista che oggi muove dall'altra parte e spezzare il cerchio oggi perfetto di Giotto.

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