venerdì 24 dicembre 2010

Un Patto per l'Italia. O lo sfascio


Senza un grande atto di coraggio su un "letto" di umiltà, questo posto dove siamo nati e viviamo, quello che se vuoi puoi anche chiamare in uno spunto retorico, la nostra Patria, non ce la fa.

Nel tempo della ridefinizione dei confini interni della ricchezza, con spazi sempre più angusti lasciati a chi era già indietro, e nel pieno di una poderosa e incontrollabile redistribuzione planetaria del potere e dell'influenza politica, delle risorse e della ricchezza, siamo in affanno e senza idee.

Non abbiamo un progetto di Paese, una parola d'ordine comune, una identità per il secolo che abbiamo appena cominciato a vivere. Siamo uno di fronte all'altro, ciascuno con i propri problemi, animato solo dal proprio egoismo e da un privato spirito di sopravvivenza.

E il mondo ci sta di fronte e ci sbatte in faccia tutti coloro che solo ora stanno trovando le ragioni, prima di tutto politiche, per chiedere di uscire da una miseria infame e dalla schiavitù di malattie e ignoranza. E non accettano ritardi, non ammettono indulgenze. E sono esigenti nel pretendere finalmente la loro parte.

La realtà si è fatta avanti, si è mostrata e sta presentando il conto. Non c'è assolutamente modo di voltarsi da un'altra parte. E' iniziata da tempo una corsa veloce e dai ritmi serrati. Una gara che rischia seriamente di farsi sempre più dura per i popoli e le persone.

E l'unica via, in questa realtà, è prendere coraggio e decidere tutti insieme, individui e associazioni, politica e imprenditoria, lavoratori di ogni categoria, quale percorso riprendere, con fatica e sforzi rinnovati. E ricordare a tutti noi come farci di nuovo comunità. E, come dopo un disastro o una guerra rovinosa, allungarci una mano e trovare una parola d'ordine comune.

Stipulare un Patto per l'Italia. Per vivere e condividere obiettivi e fatiche, per promuovere di nuovo crescita ma nell' inclusione, cercando di assicurare ciascuno il massimo nel suo campo, offrendo quello che sa e fidando che tutti gli altri facciano la stessa cosa. In un soprassalto di coscienza e finalmente di crescita morale e di voglia di reagire allo sfascio.

1 commento:

  1. E' così Antonio. Anche se l'egoismo è come la cecità.

    RispondiElimina