martedì 28 dicembre 2010

La Marcia di Marchionne. I quarantamila applaudono

Si sta perdendo una brutta battaglia, anzi ho paura che sia già successo. E' stato aperto un varco enorme nel sistema delle tutele dei lavoratori Fiat e soprattutto è riuscito il grande giocone di mettere i sindacati gli uni contro gli altri. E' almeno dal precedente governo di Lucignolo che la partita va avanti, ma ora si è giocata la mano decisiva.

Come per la scuola e l'Università, la politica e in questo caso l'industria danno risposte sbagliate a giuste esigenze. La flessibilità d'impiego e un processo produttivo ordinato e pianificabile è richiesta quasi ovvia. Non trovo normale che per arrivare a questo si debba chiedere perfino di lavorare dieci ore al giorno più eventuale straordinario per quattro giorni e con soli quaranta minuti di pause.

E' roba da schiavi. Non viene citata la frusta ma da qualche parte nel contratto deve esserci. Ovviamente scritto in piccolo e nelle clausole speciali. Di questo porteranno la vergogna per primi quei sindacati che hanno permesso che Marchionne li tirasse piano piano nella trappola senza nemmeno ottenere una clausola di garanzia sull'entità e i tempi degli investimenti dell'intero progetto di Fabbrica Italia e sui livelli occupazionali e salariali nel medio periodo.

E forse sarà anche responsabilità di Cgil e Fiom che non hanno firmato ma che avrebbero dovuto marciare unite e sfidare Marchionne con un progetto alternativo. Molto prima di ora e del promesso sciopero generale che potrebbe essere a questo punto del tutto insufficiente a tappare la breccia nella cassaforte delle tutele dei lavoratori.

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