mercoledì 23 febbraio 2011

Web Revolution. Conoscenza è coscienza


Provo a seguire quello che sta succedendo dall'altra parte del Mediterraneo e resto scosso dalla forza e dal coraggio con cui tanti giovani cittadini vanno avanti a chiedere dignità e diritti e lasciano la loro vita nelle strade.

Mi colpisce la violenza dei pochi, potenti e spietati, che uccidono e massacrano senza nessuna pietà quei cittadini sulla terra che è loro e che gli è stata fatta sentire come in prestito, come una concessione gentile da chi se ne è impossessato per anni e per secoli.

In Libia, come altrove, in queste settimane di sangue e di internet, di piazze e di bandiere, di urla e di canti. E come sempre in ogni parte del mondo dove i più deboli sono tenuti in soggezione, sono manipolati, tenuti nella povertà e nell'ignoranza che alimenta superstizioni e gli impedisce di prendere coscienza piena dei loro diritti sulla terra in cui sono nati o in cui vivono.

Tanto che nel momento in cui finalmente e inevitabilmente il processo di consapevolezza prende l'avvio e si ingrossa e alimenta un numero sempre più numeroso di coscienze, allora improvviso e senza freni arriva il sangue e corpi smembrati e l'eroismo senza eroi di cittadini che corrono per le loro strade a riprendersi la loro città e la loro terra.

Questo io vedo oggi accadere qui vicino. Ancora la lotta di tanti per avere la garanzia dei propri Diritti Umani come incisi nella Dichiarazione Universale del 1948 che è troppo spesso strappata e buttata in un angolo per non ingombrare la strada del sopruso e delle prepotenze.

E non provo meraviglia, forse mi sorprende il ritardo e mi aspetto che in altri cento paesi succederà la stessa cosa. Ci sarà ancora violenza e sangue e infine il riscatto di quelli che ancora oggi sono considerati poco più che schiavi, non individui con diritti, libertà di parola e democrazia e una quota di proprietà del proprio paese.

Il processo è ormai in corso, il fiume ha preso a scorrere, si muove verso Oriente e verso il Sud dell'Africa. Non credo che si potrà arrestare. Però chi governa oggi il mondo, la parte che ha già fatto un primo cammino di democrazia e libertà e la Cina assai difettosa e insufficiente ma prossima protagonista assoluta, può prendere nelle sue mani questo fiume e aiutarlo ad arrivare al suo estuario con le acque non piene di sangue. Il più possibile limpide.

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