lunedì 19 settembre 2011

La marionetta smembrata. Epilogo


Stanno tutti lì che si disputano le spoglie. Lucignolo è finito ma non ne viene dichiarata la morte ufficiale perchè gli accordi non sono tutti stati raggiunti e perchè c'è bisogno che la cottura sia a puntino per offrire all'opinione pubblica e a quei pochi che lo seguirebbero anche in un pozzo pieno di merda, una marionetta smembrata da gettare infine in una soffitta per poi dimenticarla.

Ormai pagine e pagine di giornale, quelli che rappresentano il potere dei soldi e del business senza scrupoli e scarso di valori e quelli che dicono che no, che il loro faro è la verità.Quelli che sostengono che il loro beniamino è il cittadino, il loro credo la democrazia. Tutti questi, ormai proprio tutti, coprono le loro pagine di milioni di battute e di battone.

Niente viene taciuto o lasciato da parte, il vestito del vizioso inaffidabile e immorale, posseduto da smanie incontrollabili e da un ego maligno, è tagliato con cura e nei dettagli e la stoffa viene rivelata nella trama senza reticenze. Lucignolo è gettato sui tavoli di tutti noi senza attenzioni e con la soddisfazione per un lavoro di demolizione e di derisione ben fatto.

Poche e deboli ridotte provano a tenere botta per proteggere quanti vi si sono rifugiati per sfuggire al risentimento e agli insulti di essere stati servi e per vedere se riescono attraverso un'ultima difesa a proteggere se stessi preparandosi a reclamare un posto e un ruolo anche dopo. Dopo, e ancora, al tavolo di Lucignolo che non dimenticherà certo chi ha dato il culo a/per lui.

Credo che sia tutto inutile, però. Soldi e Impresa e Curia e Politica che vuole subentrare, sono ormai concordi e sparano palle incatenate. Si sa tutto, tutto è deciso. Manca solo la data, mentre la Scoreggia dei Celti prova ancora una piroetta chiamando a un referendum senza speranza che lancia in alto come un arpione sul bordo di una carretta del mare della politica nel tentativo di non affogare.

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