lunedì 12 marzo 2012

Cento giorni, cento passi, centomila miglia

Cento giorni, cento iniziative realizzate e annunciate, trecento punti di spread recuperati, duecento euro al mese di maggiori tasse, cento in più per la benzina e cento in meno di potere d'acquisto. Cento passi indietro sulle liberalizzazioni e sull'assegnazione delle frequenze RAI, cento minuti per fare un salto di soprassalto e mettere da parte la riforma della governance della RAI e le norme anticorruzione.

Cinquecento scantonamenti sull' IMU alla Chiesa la quale, anche quando gestisce un'attività commerciale come le scuole, non paga e in ogni caso autocertifica la quantità del singolo immobile destinata al business. Soggetta a  ispezioni della Finanza che nessuno avrà mai l' impudenza di ordinare. Cento giorni e cento passi da gambero per tornare alla partenza di questo giocone che per il momento ha solo scorticato l'ultima pelle disidradata dei molti malestanti e solo sfiorato le carni lisce e rosee di chi ha molto.

Cento giorni e siamo dove eravamo la scorsa estate. Cento passi lontano dal baratro ma lontani centomila miglia da un disegno di sviluppo industriale e di politica economica che dia all' Italia una chance vera di crescere e uscire dal rimpallo perverso che rimanda le solite eco di debito, deficit, bassa crescita, niente investimenti, ristagno dei consumi, mancanza di risorse fiscali adeguate per investimenti e rientro dal deficit e dal debito, imposte troppo alte, degrado delle città e dei servizi, salari e pensioni di merda e futuro che mette ansia.

Cento giorni che hanno certificato il profilo neoliberista e conservatore di questo governo, i limiti del mandato e della fiducia ricevuta dal Cenacolo di Monti e la dimensione miserella della politica di questo Paese incapace anche solo di immaginare un nuovo Rinascimento.

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