Non si può pensare che delle persone si diano fuoco in piazza o si suicidino a causa del lavoro perduto, o perchè l'impresa è allo stremo, e tutto si muova come prima. Per la rivoluzione ci vuole grande coraggio, la coscienza di poter perdere la vita mentre si va comunque avanti e soprattutto una proposta alternativa di cambiamento che valga la vita . Per un incendio e un'esplosione di violenza basta l'esasperazione e una scintilla.
E Don Diego Della Bocconi sta giocando col fuoco, quando ancora qualche settimana fa aveva nelle mani il cuore e il portafoglio degli italiani. Il fondamentalismo senza fondamento che lo anima può rovinarci addosso insieme alle macerie dell'Italia. Monti e il Cenacolo sono ad un bivio e noi stessi siamo incerti e spaventati allo stesso bivio. Sul lavoro e sulla sua riforma ormai è impasse, il governo si è messo in un imbuto con le sue mani fin dal momento in cui ha cominciato a parlare di articolo 18 come tabù da rimuovere.
E ancora, quando ha deciso di fare meglio e di più della Germania dando via libera ad una norma che permette qualsiasi abuso. Bersani giorni fa parlava di cazzotti dai cittadini sulla faccia di tecnici e politici, ed è stato criticato per questo. Lo stesso Napolitano si è mosso veloce per dire che lui non avverte questo clima tra i cittadini. Io ho visto lavoratori piangere in televisione e imprenditori disperati, ho sentito gli insulti durissimi verso i politici di alcuni operai esasperati e con gli occhi duri di odio.
Ecco, vedo questo e mi dico che non è la strada giusta, penso che la violenza potrebbe esplodere in qualsiasi momento mettendo a fuoco uomini e cose e istituzioni e democrazia. I tempi difficili affrontati contro le classi più deboli, come sta facendo Don Diego Della Bocconi, producono solo odio e risentimento e non ci porteranno sull'altra sponda. Mentre nel tentativo di passaggio tanti cittadini annegheranno senza colpe.
Il tempo è questo delle mani che si incontrano e si stringono, della solidarietà e della condivisione dello sforzo e della pena. E qui Monti non c'è, troppi libri e troppa distanza dalle persone, troppo furore e troppo neoliberismo fuori tempo. C'è in lui una visione classista rigorosa e gelida che non ho mai visto al governo qui da noi. Governi ladri e cialtroni spesso, ipocriti, ma non così profondamente classisti.
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