Non è più il tempo di redenzioni. L'invettiva lanciata da Bagnasco contro la politica mentre lo scandalo della Regione Lazio divampa potrebbe essere scambiata da qualcuno per una presa di coscienza e un ravvedimento. Non è così, io non lo credo. Siamo di fronte a calcolata ipocrisia. Loro sono più paraculi di tutti, cascano sempre dalla parte
giusta e un momento prima del terremoto. Hanno rotto il cazzo con
Berlusconi e il suo scandaloso governo
per anni, poi al momento opportuno hanno messo le mani avanti.
Non per
rammentare, le scuse e la presa di distanze sono una loro specialità. Da
Galileo, alle streghe, alla conquista sanguinosa delle Americhe, agli
ebrei lasciati alla mercè dei nazisti e tanto ancora. Quelli non hanno la
redenzione nel loro DNA, loro vogliono governare le anime e i
portafogli. Perciò deve essere guerra vera, le Gerarchie
che dicono e benedicono vanno combattute e i politici che sbagliano non meritano solo l'anatema. Vanno emarginati. Mi sono strarotto le palle delle sceneggiate e del
gattopardismo, anche di sinistra.
Non conosco gli strumenti ma si
devono dimettere. Li voglio
tutti a casa. O quasi tutti. E il PD mi deve delle scuse. Io ho creduto e ho seguito in questi
anni la vita e le iniziative di questo partito e soprattutto l'ho votato
credendoci e credendo finalmente in un vero cambiamento. Mi deve dunque
delle scuse perchè, mentre mi aspettavo le ruberie e le infamie del
centrodestra, non avrei mai potuto credere possibile la complicità che il
PD ha mostrato nel caso Lazio.
E temo che non sia un caso isolato
perchè vedrete che le inchieste in atto in altre regioni porteranno alla
luce vergogne simili a quelle che sperimentiamo oggi a Roma e
soprattutto che anche in quelle il PD ha taciuto, accettando la mancia. Avanti
così, allora. Tutti a casa. E domani tocca alla Lombardia. Deve essere
una palla di neve che scendendo cresce e travolge tutto. La prima
Repubblica non è mai finita, Manipulite non ha fatto il lavoro fino in
fondo. Da qui si deve riprendere e finire il lavoro. E ricominciare con, questa sì, una Redenzione civile e politica.
Con quali
partiti? E quali uomini? Quelli che rubano a man bassa e quelli che
fanno finta di non vedere? Capisco che il vuoto fa venire le vertigini
ma è proprio la paura delle vertigini
che tiene a galla la gran parte di quegli uomini e di quella ridicola e
mediocre classe dirigente. Va interrotta la catena di solidale
complicità che tiene in piedi un sistema politico corrotto dentro. Si
cominci dal proprio partito, lo si pretenda dal partito che sosteniamo.
Un voto è un voto, due milioni di voti che si muovono o si rifugiano nel
no sono capaci di mettere in moto un cambiamento. Questa è la via
democratica, quella giusta che evita domani la violenza.
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