martedì 25 settembre 2012

Settembre 2012. Una sintesi e una Redenzione


Non è più il tempo di redenzioni. L'invettiva lanciata da Bagnasco contro la politica mentre lo scandalo della Regione Lazio divampa potrebbe essere scambiata da qualcuno per una presa di coscienza e un ravvedimento. Non è così, io non lo credo. Siamo di fronte a calcolata ipocrisia. Loro sono più paraculi di tutti, cascano sempre dalla parte giusta e un momento prima del terremoto. Hanno rotto il cazzo con Berlusconi e il suo scandaloso governo per anni, poi al momento opportuno hanno messo le mani avanti. 

Non per rammentare, le scuse e la presa di distanze sono una loro specialità. Da Galileo, alle streghe, alla conquista sanguinosa delle Americhe, agli ebrei lasciati alla mercè dei nazisti e tanto ancora. Quelli non hanno la redenzione nel loro DNA, loro vogliono governare le anime e i portafogli. Perciò deve essere guerra vera, le Gerarchie che dicono e benedicono vanno combattute e i politici che sbagliano non meritano solo l'anatema. Vanno emarginati. Mi sono strarotto le palle delle sceneggiate e del gattopardismo, anche di sinistra. 

Non conosco gli strumenti ma si devono dimettere. Li voglio tutti a casa. O quasi tutti. E il PD mi deve delle scuse. Io ho creduto e ho seguito in questi anni la vita e le iniziative di questo partito e soprattutto l'ho votato credendoci e credendo finalmente in un vero cambiamento. Mi deve dunque delle scuse perchè, mentre mi aspettavo le ruberie e le infamie del centrodestra, non avrei mai potuto credere possibile la complicità che il PD ha mostrato nel caso Lazio. 


 E temo che non sia un caso isolato perchè vedrete che le inchieste in atto in altre regioni porteranno alla luce vergogne simili a quelle che sperimentiamo oggi a Roma e soprattutto che anche in quelle il PD ha taciuto, accettando la mancia. Avanti così, allora. Tutti a casa. E domani tocca alla Lombardia. Deve essere una palla di neve che scendendo cresce e travolge tutto. La prima Repubblica non è mai finita, Manipulite non ha fatto il lavoro fino in fondo. Da qui si deve riprendere e finire il lavoro. E ricominciare con, questa sì, una Redenzione civile e politica.

Con quali partiti? E quali uomini? Quelli che rubano a man bassa e quelli che fanno finta di non vedere? Capisco che il vuoto fa venire le vertigini ma è proprio la paura delle vertigini che tiene a galla la gran parte di quegli uomini e di quella ridicola e mediocre classe dirigente. Va interrotta la catena di solidale complicità che tiene in piedi un sistema politico corrotto dentro. Si cominci dal proprio partito, lo si pretenda dal partito che sosteniamo. Un voto è un voto, due milioni di voti che si muovono o si rifugiano nel no sono capaci di mettere in moto un cambiamento. Questa è la via democratica, quella giusta che evita domani la violenza.

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