lunedì 10 settembre 2012

Monti è Monti è Monti è Monti



Davanti ad una percentuale di disoccupati che ha superaro il 10% e che non può che peggiorare nei prossimi mesi, avvolti nella spirale che ci sta portando verso una riduzione del PIL di quasi il 3% e con prospettive incerte, circa la metà degli italiani vorrebbe Monti al comando anche dopo le prossime elezioni.

E non basta. Un partito si va formando dietro Casini in cui l'unico programma politico percepito è Monti dopo Monti. In più, una parte rilevante del mondo della finanza e degli industriali e opinionisti di politica e di economia invocano quel nome santo da benedire ancora nei prossimi anni.

Capite ora i guasti che la politica e i politici di questi ultimi vent'anni hanno fatto? Meglio un Monti con dei numeri da far paura e con un futuro assolutamente incerto, a meno che l'Europa non faccia lei il miracolo, che la politica sperimentata in questi anni recenti.

Questo è il vero problema del Paese e non mi sembra che i politici stiano facendo molto per risolverlo. Niente sulle riforme istituzionali di cui si parla da anni, niente legge elettorale degna, niente sulla riduzione pesante di tutti i costi della politica, nazionale e locale, niente sulla istituzionalizzazione dei partiti e relativo controllo dei loro conti e della loro vita democratica.

Niente. Solo un terreno mezzo bruciacchiato lasciato alle scorribande del primo che si sveglia e trova proseliti facili e pieghevoli a furia di vaffanculi sparati ad alzo zero contro delle ombre che vogliono farsi ancora chiamare uomini politici.

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