La politica vola basso, con volo radente a pochi metri dal suolo, pronta a schiantarsi contro il primo palo della luce che non riesce a evitare in tempo.
Vola basso anche in Europa. Qui non c'è orgoglio di essere europei, non si materializza una visione per i prossimi trent'anni e un cammino dritto e netto verso la strategia di una Grande Europa dei popoli, diversi ma uniti.
Prevalgono le logiche degli Stati nazionali, quelli che nei secoli hanno prodotto milioni di morti. Il collante visibile e percepito è la bottega, i commerci, soldi e potere. Questa Europa sembra più un cortile dove si va a beccare quanto possibile per poi scacazzare e pisciare per marchiare più territorio economico e finanziario possibile a vantaggio del proprio borgo d'origine.
E ora che si è presentato il palo, l'ostacolo prevedibile ma volutamente ignorato, del Maghreb in fiamme, quegli gnomi che fanno la politica dell'Europa, dopo le bombe, non mettono il pensiero all'unico progetto che possa avviare infine una speranza d' armonia tra le due sponde del Mediterraneo, capace di assicurare pace e sviluppo ordinato all'Africa oltre che al Medioriente da sempre pronto a esplodere.
Investimenti, sviluppo, istruzione, solidarietà, progetti in comune. Uomini che hanno di fronte altri uomini che hanno bisogno di iniziare il loro cammino e che vanno aiutati. Perchè senza aiuto si faranno massa disperata e l'odio e la violenza che i nostri governanti spesso predicano non li potranno trattenere dove non hanno niente.
Qualche voce isolata arriva tra le esplosioni delle bombe e i grugniti d'insofferenza di tante masse manipolate dagli xenofobi di professione e per passione. Prova a suggerire che non possono essere le bastonate e gli insulti, violenza e disprezzo, a tracciare il cammino. Denuncia che se ci chiudiamo nel nostro egoismo e nelle nostre paure finiremo per morire nell'angoscia dell'assedio.
Ma non basta, ancora non è bastato. Parole che sembrano solo un sussurro senza ascolto. Meglio affondare piano, piano che pagare oggi il prezzo di un cambiamento di mentalità, che pagare soprattutto il costo economico di un nuovo equilibrio di pace e di armonia. Solo il pensiero di rimettere in gioco un po' del nostro ci fa impazzire.
E la politica dei nostri gnomi che vola basso è incapace di aiutarci a capire, di darci una diversa prospettiva.
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