giovedì 21 luglio 2011

E quindi, ancora un Raphael


Quando le leggi non bastano o non possono di più, allora una monetina rappresenta il modo per provare a recuperare un minimo di equilibrio tra il lestofante e i cittadini. Riconosco che sa tanto di surrogato della ghigliottina in piazza. Bisogna ammettere, però, che una manciata di monetine non è cosa altrettanto cruenta.

E allora c'è da andare a riprendersi le monetine usate a suo tempo al Raphael e rimaste in terra dimenticate nell'illusione di una seconda Repubblica che non è mai cominciata. Stiamo ancora vivendo la coda della prima, purtroppo, e della seconda non si riesce a vedere ancora il profilo nè i protagonisti autentici.

Perciò è sul filo di un pugno di monetine che si gioca l'epilogo che incalza. Ma bisogna sbrigarsi, non si può mancare l'ultima scena. Il populismo non è di certo la sublimazione della democrazia, ma l'indignazione dei cittadini verso i ladri e gli arroganti ha bisogno di trovare un momento di sospensione e un gesto che simbolizzi con forza la sua potenza e il disprezzo di cui è imbottita.

E quindi, ancora un Raphael. Senza patire la critica di chi dice che le monetine sono la spinta verso la reazione e la destra. Non credo che sia così, le monetine sono l'effetto non la causa del male che minaccia la democrazia e il benessere dei cittadini.

Prima di quelle offerte a Craxi, tutto quello che poteva succedere nella polica corrotta era successo, tutti i politici disonesti avevano commesso le peggiori ruberie e nefandezze, e quelle lirette buttate in faccia ad uno dei simboli di quella mala Italia sono valse quanto uno sputo sulla faccia di quei politici e di quella politica. Niente di più, ma anche molto per un recupero di dignità.

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