mercoledì 20 luglio 2011

Parole troppo stropicciate, ci vuole coraggio


Manco ormai da mesi da queste pagine. Intanto le cose succedevano, e ogni volta la stanchezza verso queste cose mi ha tolto le dita dalla tastiera. La politica italiana sempre più mediocre annegata nel fango di un dibattito sempre al di sopra dei problemi e delle necessità vere dei cittadini. Localismi, giochini all'ultima poltrona, zoccole in marsina da ministro, incompetenti a parlare di tutto in un disegno senza disegno. Unico obiettivo sopravvivere, gestire potere e denaro accettando di farsi servi ogni giorno di un truffatore senza valori e senza dignità.

La finanza internazionale sempre più avida, cinica perchè è questa la sua natura. E a fronte, il mondo della politica g lobale lì a balbettare scongiuri e sillabe sconnesse contenta solo di prender tempo per non correre il rischio di decidere e così facendo dover affermare il ruolo di guida e regolatore delle vicende tra uomini che possono tutto e quelli che non possono niente, tra quelli che hanno tutto e quelli che non hanno più nemmeno la forza di indignarsi.

E la Primavera araba che non riesce a sbocciare mentre il caldo dell'estate fa salire la temperatura che rischia di far seccare sui rami le gemme di un cambiamento fortemente voluto e pagato già con troppo sangue. Dalle prime pagine e dal cuore dei cittadini di mezzo mondo occidentale che li osservavano e sostenevano con passione, sono finiti nelle pagine interne di una gazzetta qualsiasi che si accontenta di parlare di un Gheddafi che perde e che vince, che vive e che muore e che scappa o rimane.

La Primavera era cominciato con il tifo per la forza che quei giovani mostravano mentre qui eravamo mollacchi e senza volontà, consumatori e consumati dalla mancanza di voglia e desideri, illusi da un'informazione che ci dice felici e fortunati. Ora quella stagione si sta perdendo senza energia, soffocata in casa e sussurrata sui media.

Ecco, tutto questo e l'atomo terribile del Giappone e i referendum degli italiani che hanno provato a tornare cittadini e altro ancora, non mi hanno spinto a scrivere un pensiero, una sensazione. Ogni volta che ci ho provato e ho cercato la pagina di parolestropicciate, non mi venivano parole meno stropicciate o pensieri non sgualciti dall'uso. E così ho preferito stare lontano, mi sono detto molto banalmente: se non hai nulla da aggiungere è inutile scribacchiare parole sul tuo diario.

Stasera però lo faccio. Non aggiungo nulla ma mi sembra che la voglia di entrare anche emotivamente in quello che mi succede attorno si stia rianimando. Forse è il coraggio di vedere e di spingere in avanti che torna un po' a premere. E già questo vale molto.

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