giovedì 6 settembre 2012

Avanti. Al Centro c'è posto.



Alla Convention Democratica che darà il via libera ad Obama, ieri ha parlato Bill Clinton e sembra che abbia dato una svolta netta alle politiche dei democratici in vista della competizione per il secondo mandato di Barack. Meno sinistra, meno "populismo" rabbioso, barra dritta verso il centrismo e le politiche assai moderate di cui lui fu interprete durante i suoi otto anni di mandato. Applausi, standing ovation e Obama che per il  momento sembra prendersi volentieri il sostegno del vecchio presidente.

Centrismo e moderati. Anche lì non si può andare contro gli autori del disastro economico in cui siamo piombati da cinque anni. Anche lì l'alternativa alla destra estremista che sostiene Romney non è un progressismo rigoroso in economia e giusto nelle relazioni tra componenti più fortunate e meno fortunate della società. Niente da fare. Le aristocrazie dei soldi e degli affari guidano il gioco senza mollare un centimetro.

Del resto fu Clinton ad eliminare la legge roosveltiana che separava le attività commerciali da quelle di investimento del sistema bancario americano. Sotto di lui la finanza senza regole ha preso il largo e sono stati gettati i semi dei derivati truffa e della bolla immobiliare che ha fatto scoppiare il mondo. In quella realtà, in quell'America quindi, Obama non ha riformato Wall Street e ha dovuto cedere pezzi della sua riforma sanitaria e delle politiche fiscali dirette ad elimiare i benefici riservati ai redditi maggiori. Un prezzo pesante da pagare per spuntare briciole e avanzi del banchetto.

Anche qui da noi il gioco è sempre lo stesso. Al centro, politiche di compromesso che non modifichino sul serio gli equilibri tra i benestanti che controllano economia e Stato e i malestanti a cui va data solo la chance di sopravvivere, quando va bene. Ci sarebbe bisogno di un cambiamento profondo degli equilibri tra i cittadini e tra le classi, sarebbe necessario un rimescolamento delle carte per vedere chi riesce a giocare meglio la sua partita senza carte segnate e strizzate di occhi complici.

Ma questo è un diritto che ti devi prendere con la lotta politica vera e dura, sfidando il sistema di potere e ribaltando i tavoli. Tutto il resto è balletto con mosse già viste e parole stropicciate.

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